Mostre storiche

Ho visitato i luoghi deliziosi della pittura di Alessandro La Motta fin dal primo insorgere nel mondo delle forme, da quando quei segni aurorali già cercavano la loro identità nel corpo della materia. Ho vissuto intensamente i profumi di questo giardino, lasciando sempre che la luce e i colori germogliassero come piante dai frutti prodigiosi. Ho sentito pulsare nella carne e nelle viscere delle sue opere, il sangue contrastato e il gorgoglio di una coscienza inquieta, orgogliosa, infinita. Ho visto riflesso sulle sue tele l’occhio della storia, ardere il fuoco della passione, divampare l’incendio dello spirito. Ho udito tuoni di guerra e sibili angelici da quel concerto dei segni e dei colori.

Ho visto tutto nella pittura di Alessandro La Motta, cercando ogni volta di non rammentare niente, di non rimanere abbagliato, avvinghiato, trafitto da tanta luce, pur apprezzando il coraggio e l’immediatezza del suo linguaggio.

Nell’orizzonte sfinito di questo nostro tempo la sua testimonianza è una traccia importante che riordina la dignità della coscienza, riponendo l’imperativo morale della ricerca dell’arte come espressione del rapporto spirito-materia in una varietà di possibili interpretazioni. A partire dalle prime “combustioni” degli anni ’80 fino agli “angeli” e “demoni” dei primissimi anni ’90 e fino ad arrivare ai più recenti “paesaggi” e “ponti”, la pittura di Alessandro La Motta segna un unico straordinario viaggio o, meglio ancora, pellegrinaggio nella terra della pittura: E come in ogni progetto salvifico come il vagare della sua arte ha toccato i luoghi della santità, trascinando con se il martirio della croce e gridando ovunque la speranza della parola in attesa della luce.

Pittura disagiata la sua – e me ne rendo conto, pittura che non si concede la tregua della compiacenza, che non indugia al complimento, all’abbandono, all’oblio. Pittura di coscienza secondo coscienza, posta straordinariamente sul precipizio tempo, ma non spazzate fuori dalla storia, poiché essa rimane pur sempre a testimonianza del segno dell’uomo prima che l’uomo ritorni alla terra.         

 

di Alesando Masi

Alessandro La Motta -  La terra della pittura

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